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Le Biglie

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LA NARRATIVE EXPOUSURE THERAPY (NET)

La Narrative Exposure Therapy (NET) è un trattamento breve e focale per la cura delle sindromi trauma-correlate, in particolare, i traumi complessi e cumulativi (Schauer, Neuner & Elbert, 2014). In origine, il protocollo è stato pensato – in modo specifico – per i traumi vissuti in zone di conflitto, torture e, in generale per traumi estremi. Il principio cardine della NET, che si basa sulla teoria della rappresentazione duplice (Brewin et al., 1996; Moss, 2016) e parte dal presupposto che la narrazione che una persona fa a se stessa circa la propria storia influenzi le modalità attraverso le quali si percepisce l’esperienza e il proprio benessere. Incorniciare la propria storia di vita con un focus unilaterale sulle esperienze traumatiche comporta il rimanere immersi in sensazioni di traumatizzazioni persistenti e/o in uno stato di angoscia. Nel percorso di cura previsto nella NET la persona che ha vissuto traumi viene accompagnata ad integrare i frammenti di ricordi traumatici non integrati ed elaborati – di natura sensoriale, affettiva e cognitiva – che occupano il cosiddetto network della paura. Attraverso l’esposizione immaginativa e in co-regolazione con il professionista, le associazioni che ne derivano dovrebbero facilitare l’elaborazione delle memorie traumatiche nell’autobiografia dell’individuo, traducendo in ‘’parola’’ quanto fino a quel momento è rimasto a livello sensoriale.
L’articolazione del protocollo NET
Il paziente costruisce, con l’aiuto del terapeuta, una linea della vita, un artefatto simbolico, fatto di una corda, fiori e pietre, che ‘’ordina’’ cronologicamente gli eventi di vita – positivi, negativi (anche traumatici) della persona. Una volta che la linea della vita è stata costruita, la persona inizia la narrazione degli eventi posizionati sulla linea stessa fino a quando non si incontrano le ‘’pietre’’, cioè gli eventi traumatici che vengono affrontati tramite l’esposizione immaginativa, momento in cui il terapeuta chiede un resoconto dettagliato circa le emozioni, le cognizioni e le sensazioni, nonché le risposte fisiologiche vissute durante l’evento traumatico.
Il paziente è incoraggiato a far emergere queste emozioni mentre racconta senza perdere il contatto con il presente collegando le esperienze a fatti episodici, come il tempo e lo spazio. In questo modo, si facilita la rielaborazione, la costruzione del significato e l’integrazione.
La NET costruire una cornice entro la quale la persona che ha vissuto traumi ha la libertà di riflettere sull’intera esperienza autobiografica, coltivando un senso del Sé più articolato e completo. Ripercorrere la propria biografia in modo strutturato e integrando gli eventi traumatici aiuta a comprendere le proprie esperienze e a contestualizzare le risposte emotive collegate, facilitando l’integrazione e la compressione dei pattern comportamentali e gli schemi che si sono strutturati nell’arco di vita.
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